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Analisi Tecnica

Autore: CommunityAggiornato: 25 giugno 2020

Gli strumenti per studiare le criptomonete da una prospettiva analitica

Osservando come il valore di una moneta si muove nel tempo, l'andamento storico in altre parole, si ricavano degli indizi utili per comprendere quale sarà il suo prezzo nel futuro. Questa assunzione trova effettivo valore proprio nell'Analisi Tecnica grazie al fatto che il mercato si muove, in parte, seguendo delle regole che hanno una chiave di lettura matematica. L'oggetto concreto dell'analisi sono le curve che tracciano i grafici di una moneta, ma in effetti mentre si osservano tali diagrammi di riflesso si scruta il comportamento degli investitori che ponendosi davanti a questo stesso insieme di curve si trovano a decidere se acquistare, rimanere fermi, oppure vendere.

Comprendere le mosse di un singolo operatore, se non addirittura prevederle, chiaramente non è possibile ma fare lo stesso considerando la comunità degli investitori nel suo insieme invece lo è. Risulta dunque fattibile tradurre la psicologia di gruppo in probabili azioni, riconoscere che specifiche condizioni generano poi definite risposte. A dare forza al concetto vi è una ulteriore constatazione, gli investitori quando riconoscono nell'andamento dei prezzi uno schema tendono a ripetere le mosse eseguite in passato per simili circostanze. L'analisi tecnica serve in definitiva ad estrarre queste informazioni ed a renderle fruibili per il Trader.

In sintesi
  • L'analisi tecnica è in primis analisi grafica.
  • L'analisi tecnica si avvale degli indicatori, strumenti che elaborano matematicamente i dati per evidenziarne definite caratteristiche

Di seguito passeremo in rassegna gli strumenti base dell'analisi, quanto ci è sufficiente per leggere un diagramma e riconoscere in esso gli schemi elementari che ne descrivono l'andamento. I singoli dispositivi tecnici sono poi approfonditi in altre pagine del sito.

Grafici e trend

Con il termine trend ci si riferisce alla tendenza che contraddistingue un determinato periodo. Si tratta di una analisi oggettiva, quasi grezza per certi versi, che individua nel mutare dei prezzi in relazione al tempo i tratti distintivi del mercato. Il trend principale può essere rialzista, quando il prezzo sale, oppure ribassista, quando il prezzo scende, ed infine laterale nel caso oscilli attorno ad un certo valore senza mai discostandosene troppo.

Affinchè il trend sia riconosciuto come rialzista la curva dei prezzi deve mostrare contemporaneamente dei massimi e dei minimi crescenti con il trascorrere del tempo. Specularmente affinchè il trend sia riconosciuto come ribassista la curva dei prezzi deve mostrare contemporaneamente dei massimi e dei minimi decrescenti con il trascorrere del tempo. Iniziamo dunque con il definire cosa sono i massimi ed i minimi poc'anzi citati. Si tratta di picchi positivi o negativi che segnano una inversione nella direzione su breve scala del mercato, per individuarli basta osservare il grafico di una moneta. L'immagine offre un chiaro esempio rialzista.

Prezzi
  1. Massimi crescenti
  2. Minimi crescenti

L'immagine che segue offre invece un esempio ribassista. Come si vede si tratta del capovolgimento della situazione precedente.

Prezzi
  1. Massimi decrescenti
  2. Minimi decrescenti

Individuare un trend è dunque un esercizio puramente grafico, molto semplice da portare a compimento. Va sottolineato comunque che non risulta pienamente corretto affermare che il valore di una criptomoneta si trova in un trend rialzista / ribassista se non viene citato - magari anche in forma sottintesa - l'arco temporale di osservazione. Facciamo un esempio. Il Bitcoin mostra un trend rialzista quando ne visualizziamo l'andamento nell'ultimo mese: bene, se però prendiamo in considerazione l'ultimo anno il trend è il medesimo oppure no? Chiaramente più trend possono emergere a seconda dell'orizzonte temporale preso in considerazione.

Trend di secondo e terzo livello :

Riprendiamo il concetto appena esposto, un asset può mostrare trend diversi a seconda del periodo preso in considerazione. Il mercato del resto è in perenne moto e per questo vi si individuano sempre dei picchi positivi e negativi. Se con una ideale lente di ingrandimento osserviamo il tracciato dei prezzi su scale di settimane, poi di giorni, di ore, di minuti, avremmo una analisi dall'esito diverso ma con similitudini. L'economista Charles Dow descrisse queste caratteristiche in una teoria che considera le fluttuazioni del mercato come la somma di oscillazioni, od onde periodiche, di diversa ampiezza e frequenza.

Quando osserviamo il valore giornaliero di una moneta nell'arco di un trimestre (ovvero 90 valori in sequenza) ciò che apprezziamo, dal nostro punto di vista, risulta il trend primario nei tre mesi. Tra i massimi / minimi tracciati dalla curva del prezzo riconosciamo oscillazioni più piccole e veloci, si tratta di un trend secondario. Andando oltre, ad esempio spostando adesso l'osservazione del valore orario nell'arco di una giornata (ovvero 24 valori in sequenza), troveremo oscillazioni ancora più piccole e veloci, si tratta di un trend terziario.

In sintesi
  • Il Trend primario è quello di lungo periodo.
  • Il Trend secondario è quello di medio periodo, riferito all'orizzonte temporale del primario.
  • Il Trend terziario è quello di breve periodo, la cui ampiezza risulta trascurabile rispetto quella del primario

La distinzione nei trend non è fine a se stessa. Definisce un modello che bene si adegua alla realtà economica, esserne consapevoli permette di cogliere l'evolversi del mercato nel suo insieme. Vi sono Trader che esaminano, e sfruttano per le loro operazioni, il trend primario. Altri preferiscono fare Trading sul trend secondario o terziario. Cambiano le scale dei tempi, l'ammontare delle variazioni sul prezzo, il fattore rischio/beneficio.

Elementi di azione :

Sin qui abbiamo posto l'accento sui massimi e sui minimi che contraddistinguono il trend. Tra questi punti l'andamento del prezzo presenta momenti di variazione distinti, si associano a queste fasi i termini di impulso e ritracciamento. Gli impulsi sono movimenti che vanno nella medesima direzione del trend, ne seguono dunque la progressione. I ritracciamenti sono movimenti che vanno nella direzione opposta al trend, ne vanificano dunque almeno in parte la progressione. L'immagine definisce queste azioni.

Prezzi
  1. Impulsi
  2. Ritracciamenti

Si ponga attenzione ad un dettaglio, la direzione degli impulsi e dei ritracciamenti va considerata sempre in relazione al trend come l'immagine dimostra. Nell'ambito del Trading su criptomonete si opera usualmente con guadagni che pervengono da un rialzo e quindi nel lessico comune si considerano gli impulsi come un aumento nel prezzo ed i ritracciamenti come una loro diminuzione. Malgrado questo si deve tenere presente che a seconda del contesto e del trend la direzione che caratterizza questi due elementi può essere intesa al contrario. Ritornando al grafico proposto poco sopra si nota un'ulteriore aspetto, essendo le fasi di azione sovrapposte ad una progressione più generale la loro relativa ampiezza è diversa. In linea generale valgono a riguardo le seguenti descrizioni.

Azione sui prezzi
  • Gli impulsi accentuano il movimento del trend, coinvolgono dunque una forte modifica nel valore della moneta.
  • I ritracciamenti frenano il movimento del trend, sono tali anche se coinvolgono una debole modifica nel valore della moneta

Va sottolineato che per i Trader la parola ritracciamento assume un peso di rilievo a prescindere da quanto muta il prezzo dell'asset che si sta analizzando. In effetti ogni azione di questo tipo potrebbe essere il passo iniziale per una correzione di rotta nel trend. Osservando un ritracciamento del 0,05% diviene automatico porsi una domanda di questo tenore:

“ Si tratta di una fase transitoria, e poi il prezzo riprende a salire, oppure sta iniziando una fase ribassista? ”

Come abbiamo esposto il mercato, ogni mercato, non è altro che la somma di oscillazioni di vario grado ed ampiezza. Nulla di più normale pertanto che imbattersi in frequenti e brevi movimenti di inversione, gran parte dei quali ininfluenti se considerati su scale di tempo maggiori. Malgrado tale consapevolezza nella mente suona un ideale campanello di allarme al verificarsi di questa situazione. Di nuovo, come abbiamo esposto l'Analisi Tecnica non è altro che la trasposizione in cifre e schemi della psicologia di gruppo che caratterizza gli operatori.

Grafici e trendline

Le trendline sono gli strumenti basilari, di fatto i più semplici, grazie ai quali si esamina il mercato. Nel concreto si tratta di linee rette, aggiunte al grafico dei prezzi, con il duplice obiettivo di evidenziare il trend in atto e fornire un punto utile ad individuare la sua inversione. Disegnare una trendline richiede solo di riconoscere delle salde coordinate di appoggio del trend, se quest'ultimo è rialzista si considerano almeno due minimi del suo sviluppo nel tempo. Per un trend ribassista si considerano invece almeno due massimi del suo sviluppo come da figure.

Prezzi
  1. Trendline rialzista
  2. Minimi presi a riferimento
Prezzi
  1. Trendline ribassista
  2. Massimi presi a riferimento

Non esiste una regola univoca che porti a scegliere i minimi/massimi su cui stendere una trendline, ciò implica che a seconda delle nostre scelte la linea che andremo a disegnare potrà mostrarsi diversa. Per tale ragione si è usata la formula "salde coordinate di appoggio" in quanto meglio andremo ad individuare tali punti - non il risultato di fluttuazioni momentanee ma della caratteristica distintiva del trend in atto - e migliore confidenza otterremo da questo strumento.

La trendline come segnale di inversione :

Si tratta della modalità d'uso più interessante, offre una lettura agevole quanto di buona efficacia. Sostanzialmente si deve osservare la rottura della trendline, il momento in altre parole che vede il prezzo passare oltre la demarcazione della sua retta. La figura che segue illustra il concetto con un esempio di trend inizialmente ribassista che poi si inverte divenendo rialzista. Il punto di rottura segnala al Trader che forse ci si trova dinanzi ad un cambiamento nell'andamento del mercato.

Prezzi
  1. Trendline
  2. Punto di rottura della Trendline

Come segnale di inversione la rottura della trendline dimostra, nel giusto contesto, una efficacia meritevole di attenzione. Naturalmente nella quotidianità delle operazioni di acquisto / vendita sul mercato vengono soppesati pure altri fattori, non di meno lo strumento grafico descritto deve entrare a buon merito nel bagaglio di conoscenze essenziali di ogni operatore.

Supporti e resistenze :

Osservando come si muove la curva del prezzo di una criptovaluta si ha modo di constatare che sovente vi sono livelli di prezzo che il mercato, in quel momento, ha difficoltà ad infrangere. Percepita da investitori e Trader come una barriera non superabile, per motivi oggettivi od irrazionali che siano, a tutti gli effetti sembra che la curva rimbalzi su tale quota. Questi livelli sono riconoscibili graficamente e su di essi risulta possibile disegnare delle rette orizzontali da associare al comportamento degli operatori. Proprio in relazione a questi atteggiamenti si individuano due strumenti distinti, Supporti e Resistenze, così rappresentabili:

Pressione sui prezzi
  • I supporti sono quote di prezzo che gli operatori non vogliono siano violate al ribasso. La reazione di gruppo degli stessi operatori è di effettuare acquisti per creare domanda di mercato e riportare in alto i prezzi delle quotazioni.
  • Le resistenze sono quote di prezzo che gli operatori non vogliono siano violate al rialzo. La reazione di gruppo degli stessi operatori è di effettuare vendite per ridurre la domanda di mercato e riportare in basso i prezzi delle quotazioni

Come per le trendline viste in precedenza, con le quali condividono i concetti fondamentali, Supporti e Resistenze sono utili per individuare la fase di mercato e tramite la loro rottura riconoscere un punto di cambiamento significativo. Non reggendosi ad un trend consolidato supporti e resistenze esprimono comunque un valore più aleatorio e, tipicamente, relativo a dinamiche di breve o medio periodo. In un grafico che prende in considerazione un adeguato arco temporale si possono disegnare diverse linee, la figura che segue ne offre un esempio.

Prezzi
  1. Livello di Supporto
  2. Rimbalzo del prezzo sul Supporto
  3. Punto di rottura del Supporto
  4. Livello di Resistenza
  5. Rimbalzo del prezzo sulla Resistenza

Questi strumenti grafici sono molto popolari tra i Traders, oltre ad essere di semplice creazione mirano a rendere visibile quell'idea di barriera sfruttata per dare logica alle azioni che spingono il mercato verso una direzione. Da osservare che nel momento in cui il prezzo raggiunge la quota segnata da un Supporto od una Resistenze si creano sovente delle aree "locali" di rimbalzo, segno che la forza degli investitori è bassa, mentre se l'energia è alta si assiste ad una rottura della quota. Ulteriore aspetto significativo concerne il fatto che a volte i Supporti possono trasformarsi in Resistenze e viceversa. Significa che (esempio) mentre prima il mercato non voleva che il prezzo scendesse al di sotto di una certa cifra, considerata Supporto, ora che ha infranto la barriera non vuole che recuperi tornano al di sopra, considerata adesso Resistenza.

Grafici e strumenti tecnici

Come già accennato ai strumenti tecnici viene dedicata una sezione distinta del sito che approfondisce uso e caratteristiche dei singoli indicatori. A vantaggio di quanti si sono avvicinati da poco al mondo del Trading mettiamo qui in luce la forma che contraddistingue il tipico ambiente grafico destinato ad essere la lavagna dove ogni Trader comporrà le proprie operazioni. La figura che vedete di seguito mostra un normale grafico di lavoro.

  1. Prezzo
  2. Indicatore, sovrapposto al diagramma del prezzo
  3. Volume degli scambi
  4. Indicatore, su diagramma distinto

Riconosciamo tre ambiti differenziati per contenuti. Ovvero il Prezzo, tracciato per mezzo di candele giapponesi, il Volume di scambi, che normalmente trova posto immediatamente sotto il diagramma del prezzo, ed infine gli Indicatori che a seconda della tipologia si configurano per mezzo di curve e/o spazi sovrapposti al prezzo oppure disegnati in aree distinte. Prezzo, volume, indicatori sono di fatto il tris per l'analisi tecnica. Per tale ragione il Trader che opera coscientemente deve sapere leggere e gestire questi oggetti grafici - indipendentemente da come poi gli utilizzerà nella pratica.

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